venerdì 6 febbraio 2015

Una visita in Honduras



Una visita in Honduras


Cartina dell’Honduras
HONDURAS è un termine spagnolo che significa “profondità”. A quanto pare fu la parola che Cristoforo Colombo usò per descrivere le acque lungo questo tratto della costa atlantica. Secondo alcuni è proprio a questo che il paese deve il suo nome.
Per gli honduregni la collaborazione e la lealtà in famiglia hanno un grande valore. Ad esempio decisioni importanti, come quelle che riguardano le spese domestiche o l’educazione dei figli, sono spesso prese insieme da entrambi i coniugi.
La maggior parte degli abitanti dell’Honduras proviene dall’unione di europei e indigeni. Sono ancora presenti alcune popolazioni native, come i chortí, che sono originarie del luogo e altre, come i garifuna, che fanno risalire le loro origini a luoghi diversi.
Un musicista garifuna suona un tamburo di legno
Un musicista garifuna suona un tamburo di legno
I garifuna discendono da africani e caribi che vivevano nell’isola di Saint Vincent. Intorno all’anno 1797, approdarono alle Islas de la Bahía. Successivamente si stabilirono lungo la costa caribica del continente centroamericano e gradualmente popolarono anche altre parti dell’America Centrale e Settentrionale.
I garifuna amano le danze ritmate eseguite al suono di tamburi di legno. Sono tipici della loro cultura abiti tradizionali dai colori sgargianti, narrazioni di storie, e cibi come l’ereba (un tipo di pane sottile, grande e rotondo, fatto con farina di manioca).
In Honduras ci sono circa 400 congregazioni di testimoni di Geova. Oltre che in spagnolo, le loro riunioni si tengono in cinese mandarino, garifuna, inglese, lingua dei segni honduregna e mosquito.
Un’ereba
L’ereba, un tipo di pane sottile, grande e rotondo, fatto con farina di manioca


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